Tra Bruxelles e l`Italia un ponte per operatori culturali

Tra Bruxelles e l`Italia un ponte per operatori culturali

Tra Bruxelles e l`Italia un ponte per operatori culturali

Editoriale

Aiutare il sistema degli stakeholder italiani della cultura a capire meglio il ruolo delle Istituzioni europee nel complesso mandato politico, programmatico ed economico cui adempiono, ma anche offrire ai tecnici della Commissione europea, che si occupano di cultura, una diapositiva più prossima del lavoro e del valore di una rete fatta di patrimonio, identità e visione. Lo scambio di punti di vista, di perplessità e di proposte, insomma, è stato il senso della prima missione che Federculture ha condotto a Bruxelles negli scorsi giorni, in collaborazione con l’ufficio della Commissione Europea a Roma e con la Rappresentanza permanente dell’Italia presso la UE. Una ventina di manager del sistema museale italiano aderenti a Federculture, rispondendo ad un invito dell’ufficio della Ue in Italia, hanno incontrato i tecnici della Commissione e della Rappresentanza italiana, partecipando a una serie serrata di momenti di informazione e formazione sulle politiche culturali dell’Unione: dal quadro generale di costruzione dei dossier, alle sfide della diplomazia culturale, passando per l’analisi di programmi cruciali come “Europa Creativa” e “New European Bauhaus”.

Se accorciare le distanze tra l’Europa e i cittadini resta la sfida principale dell’incessante processo di costruzione una missione dell’Unione, certamente l’Italia, recente che è uno dei Paesi di manager fondatori, non può sottrarsi al proprio museali ruolo, mettendo in per capire campo anche il “peso” della meglio cultura. Un “peso” i meccanismi ue che non è dato soltanto dal valore unico del nostro patrimonio che vanta il maggior numero di siti Unesco nel mondo.

Né, solamente, dal plusvalore dato dalla consapevolezza di quanto questo patrimonio materiale e immateriale sia stato e resti un formante strutturale dell’identità europea. Quello che il sistema culturale italiano può offrire e ciò che, allo stesso tempo, deve rafforzare è la propria capacità di interagire con il contesto europeo, intercettandone le opportunità, ma anche contribuendo ad arricchirlo e a indirizzarlo. In questa partita, il protagonismo dei nostri musei, dei nostri teatri, dei parchi archeologici – partendo, anzitutto, dalla professionalità di coloro che vi lavorano – è fondamentale. Ruolo e professionalità che meritano di recuperare maggiore organicità rispetto a processi determinanti per il futuro delle nostre comunità e della nostra economia, ma soprattutto per rafforzare la prospettiva di una cittadinanza europea consapevole e partecipativa, essenza profonda della libertà e della democrazia.

Tutto ciò diventa ancora più cruciale alla luce delle nuove linee adottate recentemente dall’Unione europea ed esposte nella strategia “Culture Compass for Europe”, varata a Novembre 2025. Letteralmente una bussola con cui la Commissione punta a tracciare una rotta che riporti “la cultura al cuore delle politiche comunitarie”. Un investimento forte dell’Europa sulla dimensione culturale che sempre di più diventa patrimonio comune, tratto identitario e strumento di dialogo globale. Un percorso che vuole rafforzare la dimensione sociale dell’Unione, facendo leva sui valori (e sui fondi destinati) per la competitività, la resilienza e la coesione.

Per rispondere a questa chiamata di corresponsabilità, Federculture istituirà un proprio “Osservatorio Europa è Cultura”. Uno strumento in più per connettere in modo biunivoco gli operatori diffusi sul territorio nazionale, le Istituzioni comunitarie e le reti sovranazionali che sviluppano progetti di promozione culturale. In un momento cruciale per la storia del mondo, nel quale l’Europa vede spesso il proprio assetto e la propria missione messe in discussione, ripartire dalla cultura significa tornare alle radici del sogno europeo. Significa farlo con maggiore chiarezza, ricordando chi siamo e il potenziale che ancora abbiamo, perché -per dirla con le parole di De Gasperi- “una è la nostra forza: la forza del lavoro e della cultura, associate nella
consapevolezza della nostra civiltà”.

Francesco Spano
Direttore Federculture

Pubblicato su “Il Sole 24 ore” del 19/03/2026