Aperto a Mestre il nuovo museo d’arte contemporanea Muvec - Casa delle Contemporaneità

Aperto a Mestre il nuovo museo d’arte contemporanea Muvec – Casa delle Contemporaneità

Aperto a Mestre il nuovo museo d’arte contemporanea Muvec - Casa delle Contemporaneità

Mestre accoglie il nuovo spazio dedicato all’arte contemporanea: MUVEC – Casa delle Contemporaneità, il nuovo museo della Fondazione Musei Civici di Venezia, frutto di un importante intervento di trasformazione degli spazi MUVE al Centro Culturale Candiani. Un profondo ripensamento architettonico e concettuale che ridefinisce funzioni, percorsi e missione museale. Il progetto dà vita a un museo articolato su due piani, con una collezione permanente e spazi dedicati alle mostre temporanee, configurandosi come un nuovo punto di riferimento culturale per la città e per l’intero territorio metropolitano.

Un nuovo percorso, nuovi spazi ospitano la collezione permanente, nata attingendo dalle collezioni civiche di Ca’ Pesaro. In mostra opere dal 1948 all’attualità, per raccontare Ricostruzione, Costruzione e Decostruzione, in un dialogo tra maestri del Novecento e ricerche più recenti, tra memoria e presente.

“Un giorno che attendevamo da tempo, che non segna un punto di arrivo, ma un inizio. Un inizio che accogliamo con gioia, certo, ma anche con la consapevolezza e la responsabilità che ogni nuovo spazio culturale porta con sé. Inauguriamo MUVEC – Casa delle contemporaneità – ricorda Mariacristina Gribaudi, Presidente Fondazione Musei Civici di Venezia- che già nel nome è racchiuso il suo senso più profondo: una casa. Una casa aperta, viva, attraversabile. Una casa di tutti e per tutti. Per i cittadini, per le comunità di ogni provenienza, per chi qui vive, per chi qui arriva, per chi cerca nella cultura un luogo di incontro, di riflessione, di crescita. MUVEC non nasce come realtà isolata. Al contrario, è parte di un sistema ampio e articolato: quello dei 14 musei che compongono la Fondazione, distribuiti tra Venezia, le isole e questo territorio di Mestre che sempre più si afferma come distretto della cultura e dell’arte contemporanea. È dentro questa rete che MUVEC trova il suo significato più autentico: essere un nodo attivo, dinamico, capace di connettere esperienze, linguaggi e persone. Qui, in particolare, ci è stata data la possibilità di indossare abiti differenti. Di sperimentare cosa significhi essere museo, andando oltre l’idea stessa di museo. È una sfida che abbiamo accolto con entusiasmo”.

Dal punto di vista architettonico, il museo acquisisce un’identità autonoma e riconoscibile: un ingresso dedicato da piazzale Candiani e una passerella sopraelevata conducono il pubblico verso una nuova area di accoglienza situata al secondo piano. Qui si sviluppa il percorso della collezione permanente, mentre il terzo piano ospita le esposizioni temporanee. Due livelli complementari, pensati per dialogare tra stabilità e sperimentazione.
La svolta più significativa è però sul piano culturale. MUVEC nasce con l’obiettivo di raccontare l’arte moderna e contemporanea a partire dal 1948, attingendo alle collezioni civiche conservate a Ca’ Pesaro e proponendo un percorso tematico, non rigidamente cronologico. Tre le direttrici che strutturano il racconto: Ricostruzione, Costruzione, Decostruzione. Un’impostazione che riflette le trasformazioni linguistiche dell’arte del secondo Novecento e, al contempo, la storia urbana e sociale di Mestre, città simbolo della contemporaneità italiana.
Il museo intreccia due livelli di lettura: da un lato le grandi traiettorie internazionali che hanno attraversato Venezia e il suo territorio; dall’altro le esperienze sviluppate nella terraferma, in parallelo con le trasformazioni della città. Corpo, materia e città diventano così chiavi interpretative trasversali, capaci di mettere in dialogo maestri del Novecento e ricerche più recenti, memoria e presente.
Il percorso espositivo presenta opere significative dei principali movimenti artistici del secondo Novecento e del nuovo millennio, tra cui Informale, Spazialismo, Arte minimal e pratiche contemporanee che indagano lo spazio e la materia. Accanto ai grandi protagonisti internazionali, trovano spazio anche artisti legati al territorio, in un racconto che restituisce la complessità e la vitalità della scena artistica.
MUVEC si propone come un museo contemporaneo in dialogo con il proprio tempo: non solo spazio espositivo, ma dispositivo culturale capace di interrogarsi sul significato stesso di “contemporaneità”. La sua collocazione a Mestre rappresenta una scelta strategica e culturale, che riconosce alla terraferma una nuova centralità, coerente con le trasformazioni demografiche e sociali del territorio.
In una città in continua evoluzione, caratterizzata da una crescente pluralità culturale, il museo nasce con l’ambizione di essere luogo di incontro e partecipazione per pubblici diversi: visitatori, studenti, famiglie e comunità locali, con particolare attenzione ai nuovi cittadini di origine internazionale. L’allestimento, la mediazione culturale e le future proposte espositive sono infatti pensati in dialogo con le comunità, in un’ottica inclusiva e partecipativa. MUVEC diventa così un laboratorio urbano che interpreta la contemporaneità a partire dalla propria posizione: crocevia, margine e spazio di sperimentazione, un luogo vivo, chiamato a confrontarsi con le sfide del presente e a raccontare una città in trasformazione.

Infine, MUVEC si inserisce in una rete culturale più ampia che comprende l’Emeroteca dell’Arte (attiva dal 2024), la Casermetta 9 di Forte Marghera (2025) e la futura factory del Palaplip, contribuendo alla costruzione di un vero e proprio distretto della contemporaneità. Perché oggi, più che mai, raccontare il contemporaneo significa raccontare la città che cambia.