IMPRESA CULTURA presentato a Brescia: dall’anno da Capitale a un nuovo modello di sviluppo

IMPRESA CULTURA presentato a Brescia: dall’anno da Capitale a un nuovo modello di sviluppo

IMPRESA CULTURA presentato a Brescia: dall’anno da Capitale a un nuovo modello di sviluppo

Proseguono anche nel 2026 le presentazioni regionali del Rapporto Federculture. Il 19 gennaio il volume è stato presentato a Brescia in un incontro, organizzato da Federculture in collaborazione con Fondazione Brescia Musei, al quale hanno partecipato LAURA CASTELLETTI, Sindaca di Brescia; FRANCESCA CARUSO, Assessore alla Cultura – Regione Lombardia; DEBORA MASSARI, Assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda – Regione Lombardia; ANDREA CANCELLATO, Presidente Federculture; ALBERTO BONISOLI, Direttore Ufficio Studi Federculture; FRANCESCA BAZOLI, Presidente Fondazione Brescia Musei; FRANCESCO SPANO, Direttore Federculture.

Secondo il Rapporto, che ospita anche un’analisi della presidente di Fondazione Brescia Musei Francesca Bazoli sull’esperienza nel 2023 della Capitale italiana della Cultura a Brescia, il turismo culturale è oggi il principale motore della crescita turistica nazionale, sostenuto soprattutto dagli arrivi internazionali. Senza questo segmento il turismo italiano sarebbe fermo ai livelli di dieci anni fa. È un dato che ridisegna le priorità delle città e che colloca Brescia in una posizione strategica.

L’esperienza del 2023 come Capitale della Cultura ha permesso alla città di intercettare questa dinamica, modificando il proprio posizionamento: da polo industriale a destinazione culturale riconosciuta. Il Rapporto evidenzia come la candidatura stessa attivi processi virtuosi — pianificazione, cooperazione tra attori, attenzione mediatica — che nel caso bresciano hanno generato un vero cambio di brand.

I dati del contesto lombardo rafforzano questa analisi. Con 29 milioni di turisti stranieri e quasi 10 miliardi di spesa nel 2024, la regione si conferma una delle più attrattive d’Italia: nel 2024 ha accolto 29 milioni di turisti stranieri, con una spesa complessiva vicina ai 10 miliardi di euro, la più alta del Paese. Anche i consumi culturali interni restano elevati: la spesa media annua per ricreazione, sport e cultura raggiunge i 137 euro per famiglia, collocando la regione ai vertici nazionali.

Il Rapporto evidenzia anche il ruolo cruciale delle amministrazioni locali: oggi i Comuni contribuiscono più dello Stato al finanziamento della cultura. Un dato che trova riscontro nell’impegno del Comune di Brescia, che destina quasi 14 milioni l’anno — il 4,35% del bilancio — alla cultura, superando le medie nazionale e regionale.

In questo scenario, Brescia Musei emerge come un modello avanzato di “autonomia funzionale”: non più istituzione passiva, ma piattaforma culturale capace di progettare, attivare reti, generare valore sociale ed economico. Lo confermano i risultati del report di ricerca “I musei come autonomie funzionali della cultura: la Fondazione Brescia Musei” presentato nella stessa occasione e illustrato da ALDO BONOMI, Fondatore Consorzio AAster e STEFANO KARADJOV, Direttore della Fondazione Brescia Musei.

I numeri confermano il salto di scala: 316 mila visitatori nel 2025, +80% sull’anno precedente. Un risultato che riflette la capacità di attrarre pubblico, ma anche di generare valore economico attraverso reti, progettualità e partnership. Progetti come Alleanza per la Cultura, la Relazione di missione, i programmi di partecipazione e i nuovi linguaggi espositivi hanno trasformato i musei in luoghi vivi, capaci di ascoltare, includere e co-progettare, “spazi di costruzione del bene comune”, dove il patrimonio dialoga con le sfide del presente.