Il Ministero del Lavoro, con Decreto direttoriale 16 settembre 2026, ha determinato il costo medio orario del lavoro per il personale dipendente dei Servizi della cultura, del turismo, dello sport e del tempo libero cui si applica il CCNL Federculture. Le nuove tabelle aggiornate recepiscono il rinnovo contrattuale sottoscritto il 30 aprile 2026 da Federculture e dalle organizzazioni sindacali Fp-Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa e Ugl.
L’intervento è stato adottato in applicazione dell’art. 41, comma 13, D.Lgs. n. 36/2023, secondo cui il Ministero determina annualmente, mediante apposite tabelle, il costo del lavoro da utilizzare nell’ambito dei contratti pubblici, tenendo conto dei valori economici fissati dalla contrattazione collettiva nazionale, della disciplina previdenziale e assistenziale, dei settori merceologici e delle differenti aree territoriali.
I valori sono stabiliti con decorrenza da dicembre 2024, marzo 2026 e luglio 2026 e riguardano l’intero settore, distintamente per le diverse fasce, aree e posizioni di inquadramento, compresi i quadri. Il calcolo comprende gli elementi retributivi annui, tra cui: retribuzione base; eventuale salario contrattuale riconosciuto; Elemento di garanzia retributiva; Elemento aggiuntivo della retribuzione; indennità di funzione; oneri aggiuntivi relativi a festività, domeniche retribuite, tredicesima e quattordicesima; contributi previdenziali e assistenziali dovuti all’INPS e all’INAIL; TFR; dispositivi di protezione individuale; assistenza sanitaria integrativa; previdenza complementare.
Il costo medio orario ordinario, calcolato su 1.508 ore mediamente lavorate nell’anno, varia da 20,45 euro per il livello iniziale a 47,32 euro per la posizione più elevata dei quadri. Per i rapporti a tempo determinato i valori aumentano, anche per effetto del contributo addizionale dell’1,4% e dell’aliquota IRAP ordinaria del 3,9%, oscillando da 21,43 a 49,66 euro.
Sono previsti valori specifici anche per l’orario distribuito su 6 giorni settimanali, determinati assumendo 1.523 ore mediamente lavorate.
Come precisa il Ministero gli importi tabellari rappresentano valori medi e possono subire variazioni in relazione ai benefici contributivi o fiscali fruibili dall’impresa, agli oneri derivanti dalla gestione aziendale o dalla contrattazione di secondo livello, agli adempimenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro e agli incentivi tecnici riconosciuti per appalti, concessioni o esecuzione di opere.
